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Tornando a casa: la persona disabile di fronte al futuro

A volte la vita è incomprensibile.

Ti pone di fronte a difficoltà che mettono a dura prova te stesso, la tua famiglia e le persone a te care, stravolgendo tutto quello che avevi costruito fino a quel giorno. Quegli avvenimenti che mai pensavi potessero capitare a te, che fino ad allora avevi visto solo nei film.
In quei momenti ti senti impotente, perso.
Inizi a pensare agli scenari possibili e nessuno di quelli ti sembra quello giusto, perché sei pervaso da un senso di insicurezza che ti violenta, facendoti perdere ogni certezza.
A quel punto hai una sola possibilità: mettere da parte tutte le incertezze e rischiare tutto, trasformando l’insicurezza in risolutezza, la paura in coraggio, l’immanenza in azione, il dolore in forza.

Questo è stato il percorso che ha portato alla fondazione di Margherone Fa Cose, poco più di 3 anni fa, perché non potevamo pensare che l’insicurezza, la paura, l’immanenza e il dolore potessero decidere delle nostre vite.
Crescendo, abbiamo incontrato la stessa risolutezza, coraggio, azione e forza in tantissime persone che hanno e/o stanno tutt’ora affrontando lo stesso percorso, spesso per motivazioni differenti ma con le stesse – a volte maggiori – difficoltà che abbiamo avuto e stiamo tutt’ora vivendo noi.

Oggi vogliamo parlare di come grazie alla forza di due meravigliose mamme, potremo donare briciole di felicità a moltissime persone che ne hanno davvero bisogno.

Sabato 20 Marzo è infatti partito il progetto Tornando a casa che promuoverà il mantenimento di una condizione di vita che sia il più possibile simile a quella della casa familiare per le persone con ogni tipo di disabilità trasferendo il concetto del “durante e dopo di noi” all’interno di un ambiente alternativo a quello delle strutture classiche. In questo modo potranno vivere una vita che sia quanto più possibile dignitosa e inclusiva in un ambiente protetto.
Questo progetto nasce dall’incredibile lavoro di Elena, mamma di Mario e presidentessa di Oltre Lo Sguardo Onlus che da oltre 20 anni fornisce supporto ed aiuto alle ersone con disabilità e alle loro famiglie, e dalla immensa caparbietà di Anna Rita, mamma di Pilar, operatrice del World Food Programme, scomparsa nell’incidente aereo di 2 anni fa, mentre si dirigeva ad Addis Abeba per partecipare ad un workshop proprio del WFP.


Come è capitata questa triangolazione e cosa c’entriamo noi?
Semplice, la comune volontà di trasformare un evento negativo, in positivo!

Grazie ad Anna Rita, abbiamo potuto partecipare ad un bando di assegnazione fondi, istituito dopo il disastro aereo, che con il lavoro di un’estate intera dei nostri Petali, si è concluso con l’approvazione del nostro progetto e con la ricezione di fondi da poter utilizzare per il suo svolgimento!
Insieme ad Anna Rita, abbiamo quindi deciso di dedicare questa somma ad un progetto sulla disabilità e per questo abbiamo unito le forze con Elena ed Oltre Lo Sguardo; grazie a questa sinergia potremo supportare questo progetto, assicurandogli una continuazione anche nei prossimi anni, riuscendo ad aiutare tantissime famiglie!

In più, noi di Margherone Fa Cose ci siamo impegnati nel sostenere Los Peques De Pilar, progetto nato nell'ambito del World Food Programme in memoria di Pilar, con una donazione mensile, come piccolo contributo di ringraziamento da parte nostra e per continuare a portare avanti il suo lavoro.

A spiegarci meglio in cosa consiste Tornando a casa ecco le parole di Elena: “Il progetto coinvolgerà persone con disabilità che necessitano di percorsi di autonomia, principalmente residenti a Roma e provincia o nella Zona Distretto delle Colline dell’Albegna. Si articolerà in attività residenziali e attività non residenziali complementari. 
Le attività residenziali sono soggiorni nel corso dei quali i partecipanti al progetto vivranno in autonomia, al di fuori dell’ambito familiare, con l’assistenza di personale qualificato. Tali attività saranno svolte secondo i principi previsti dalla Legge 112/2016 (la c.d. “Legge sul durante e dopo di noi”). I soggiorni di norma coinvolgeranno un numero massimo di 5 partecipanti alla volta, avranno durata variabile tra i 2 giorni ed i 15 giorni e si svolgeranno in Orbetello presso gli immobili in uso ad Oltre Lo Sguardo Onlus siti in Via Trieste 65d; Le attività non residenziali complementari invece sono attività propedeutiche ai soggiorni (es. laboratori di cura del sé e/o di autonomia domestica, orto sociale, tutoraggio allo studio, tutoraggio ad attività occupazionali finalizzate ad inserimenti lavorativi), che potranno essere svolte sia presso gli immobili in Via Trieste 65d in Orbetello, sia presso le residenze dei partecipanti e/o presso il Vivaio Il Pitorsino di Ansedonia e/o strutture in Roma e Provincia.
Il progetto avrà una durata ad oggi stimabile in circa 2 anni dall’avvio operativo, che potrà variare sia in base alle esigenze che i partecipanti esprimeranno concretamente, durante la fase esecutiva del progetto, in termini di durata e frequenza delle attività, sia in base alle restrizioni derivanti dall’emergenza sanitaria Covid-19.”

Come sempre, tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza il continuo aiuto e supporto di tutti voi Petali, per questo speriamo di essere all’altezza di questa immensa fiducia che riponete in noi, grazie!
Rimanete aggiornati su questo e sugli altri progetti attraverso i nostri social Instagram e Facebook.
Se volete continuare ad aiutarci con una donazione invece vi basterà cliccare qui!

#MargheroneFaCose #OltreLoSguardo #LosPequesDePilar

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